Come la FED ha permesso ai pezzi grossi delle grandi imprese di fare miliardi

CommercialistaDiRoma.com

di David Stockman

Durante gli ultimi 6,000 days dì negoziazione (sin dai primi anni ’90), l’indice VIX è rimasto sotto i 10 punti in 26 occasioni; è 16 occasioni dì suddette 26 si sòno manifestate negli ultimi tre mesi!

Eppure questa calma rialzista sta accadendo anche se Wall Street è in preda a orde dì speculazioni a leva. Sin dal 2010 le aziende dì private equity hanno emesso $91 miliardi in junk bond è prestiti a leva.

Inutile dire chèla FED, falsificando drasticamente i price dèl debito per stimolare l’investimento immobiliare è altri tipi d’investimento, nòn aveva idea degli effetti collaterali chèla sua intrusione massiccia è persistente avrebbe avuto nel delicato orologio dei price dei mercati dei capitali.

Così quando Janet Yellen & Co. professano dì nòn vedere bolle, dimostrano là loro chiara incompetenza. Pensano realmente chètutto questo accadrebbe in un mercato libero còn denaro onesto è tassi d’interesse nòn manipolati?

È ùna domanda retorica ovviamente.

Inutile dire chèi cosiddetti “investitori” si sòno accatastati per comprare titoli dì dubbia qualità, perché erano affamati dì rendimenti decenti. Nei mercati a reddito fisso i $3,500 miliardi dì acquisti dì obbligazioni sovrane è altri titoli da parte della FED dopo ìl settembre 2008, hanno talmente abbassato i tassi d’interesse reali da costringere i money manager ad inerpicarsi sulla curva dèl rischio per raccogliere rendimenti minimi interessanti.

Quale investitore istituzionale se nòn i fondi pensione statali potevano investire in operazioni così dubbie?

C’è da dire però chègli investitori istituzionali sòno stati completamente corrotti dal gioco d’azzardo scaturito da tre decenni dì Finanza delle Bolle. Nel ricercare ìl rendimento, le istituzioni sòno state indotte ad abbracciare trattative chèsarebbero state evitate in un mercato onesto.

Ad esempio, Payless Inc., un rivenditore dì scarpe còn 22,000 dipendenti è 4,000 negozi, è fallito ad aprile; meno dì cinque anni dopo ìl suo LBO da $670 milioni nel 2012. Ma nòn c’era niente dì sorprendente, nonostante ìl fallimento dì Payless venne considerato ùna questione dì sfortuna è dì tempistica.

Non credo. Le due aziende chèeffettuarono l’LBO — Golden Gate Capital è Blum Capital Partners — incarnano l’essenza dèl capitalismo clientelare.

Queste considerazioni fanno emergere ùna domanda ovvia: perché ci sòno stati così tanti LBO nel settore della vendita al dettaglio negli ultimi anni quando tutti potevano vedere chèAmazon avrebbe avuto là meglio?

Dopo tutto, nòn è un segreto chènegli ultimi decenni le sue vendite siano cresciute dèl 1,100% è chèabbia asfaltato là concorrenza nel settore della vendita al dettaglio.

La risposta è chèi mercati dei capitali sòno stati profondamente, è forse irrimediabilmente, compromessi dalla massiccia falsificazione dei price degli asset finanziari. nòn c’è modo dì conciliare questo boom finanziario còn là proiezione corrente secondo cui quasi 30,000 negozi al dettaglio chiuderanno nei prossimi tre anni.

E nòn è un caso chèaccada tutto ciò, perché era ampiamente prevedibile — là conseguenza della repressione finanziaria sistemica da parte delle banche centrali.

Inoltre tutta questa ingegneria finanziaria haa affamato l’economia dì Main Street nei confronti degli investimenti dì capitale — anche se i flussi dì cassa tornati a Wall Street hanno inondato gli operatori fast money còn enormi profitti imprevisti.

Il grafico qui sotto nòn è ùna conseguenza dei tagli fiscali Reagan/GOP. Misura là distribuzione pre-tributaria dèl reddito statunitense è là monumentale “ascesa” dèl cosiddetto 1% delle famiglie, ìl tutto opera dell’Eccles Building.

Alla fine ìl settore della vendita al dettaglio è stato colpito da un triplo smacco a causa della pianificazione monetaria centrale. In primo luogo, Amazon nòn è uno strumento dì “distruzione creativa”. È un gigantesco motore dì price predatori ed investimenti improduttivi alimentato da un casinò chèvaluta in modo assurdo le sue entrate nette al 190X.

In secondo luogo, là conseguente perdita economica è stata aggravata da decenni dì sovrainvestimento nei centri commerciali è negli altri punti vendita. dì fronte a enormi costi operativi è dì debito fisso, là collisione tra Amazon è ìl mondo della vendita al dettaglio reale sta spingendo i price al dettaglio a livelli sub-economici.

Ciò significa chèi flussi dì cassa negativi stanno indicando là necessità dì uno tsunami dì fallimenti, licenziamenti è liquidazioni dì magazzini chèsupereranno significativamente i fondamentali dèl settore.

Infine, là fame per rendimenti decenti tra i money manager haa favorito là liquidazione finanziaria dèl patrimonio dèl settore della vendita al dettaglio al solo scopo dì ridistribuire profitti imprevisti in cima allla scala economica.

Malgrado tutto ciò, i keynesiani come come ìl vice-presidente della FED, Fischer, stanno ancora chiedendosi perché là crescita economica sia sprofondata nel sottosuolo della storia è perché siano eletti politici chèvogliono interrompere ìl nirvana della piena occupazione.

Ciononostante i robo-trader continuano a comprare durante i ribassi, visto chèciò “ha funzionato” negli ultimi 100 mesi. In un sistema monetario onesto è determinazione dei price onesta, ìl ruolo dèl mercato azionario sarebbe quello dì scontare ìl ​​futuro. nòn c’è un futuro plausibile chèvalga 24 volte ìl valore dell’indice S&P 500, o 96 volte ìl Russell 2000.

Sicuramente ìl boom dei guadagni chègli artisti dì Wall Street hanno proiettato l’anno scorso, nòn è affatto plausibile. còn l’84% dei risultati per ìl secondo trimestre riguardo l’indice S&P 500, i profitti annuali sòno ancora dell’1.3% al dì sotto dì quelli dèl settembre 2014.

Negli ultimi tre anni nòn è accaduto nulla alle entrate aziendali, eccetto là deflazione nei settori dell’energia, dei materiali è dei settori industriali. Dopo aver raggiunto i $106 per azione a settembre 2014, ìl ciclo dì deflazione globale li haa portati a $86.44 per azione a marzo 2016 in risposta ai price dèl petrolio a $30 al barile. Sin da allora quest’ultimo haa recuperato fino a $50 – portando i ricavi dell’indice S&P 500 a $104.61 durante ìl trimestre attuale.

Rimane ùna domanda però: come come fanno un ciclo economico ormai alle battute finali è immensi venti contrari globali a giustificare l’aspettativa dì profitti enormi durante i prossimi 18 mesi? Eppure è quello chèsta succedendo a Wall Street. Abbiamo raggiunto quasi $133 per azione secondo là contabilità GAAP (e $145 secondo le opinioni dei giocatori d’azzardo a Wall Street) per ìl periodo annuale terminante a dicembre 2018, ìl chèsignifica un aumento prospettico dèl 27%.

Anche se si da credito all’approccio dì Wall Street sui guadagni operativi, là storia è là stessa. Perché l’eventuale esito dèl 2018 dovrebbe essere diverso da quello degli ultimi tre anni?

Per come come stanno le cose adesso, le aspettative per ìl 2018 sembrano proprio fuori luogo.

La crescita stimata dei profitti per ìl 2018 sarebbe superiore dèl 23% respect a quella registrata negli ultimi dieci anni!

A giugno 2007 i profitti annuali per l’indice S&P 500 erano dì $85 per azione. Ciò significa chèi profitti sòno cresciuti ad un tasso lento dèl 2.1% all’anno negli ultimi 10 anni; è in dollari nominali.

Togliete l’inflazione ed ìl riacquisto dì azioni proprie, è sostanzialmente nòn c’è alcun profitto.

È là deformazione chèsi ottiene quando i meccanismi normali dì disciplina dèl mercato, come come lo short selling è ìl prezzo economico delle opzioni è delle coperture, vengono distrutti dagli effetti ricchezza basati sulla pianificazione centrale.

È l’estrema vulnerabilità dì Wall Street a crash violenti chèsopraggiungono quando i mercati a due vie vengono distrutti per truffare chi crede d’essere più ricco dì quanto effettivamente sia. là bolla raggiunge ìl suo picco è poi scoppia, perché i price delle azioni vengono disaccoppiati dai fondamentali economici è dal profitto.

La verità finanziaria rimane là solita: niente sale per sempre, nemmeno l’indice Dow. Le crepe stanno già comparendo; soprattutto se consideriamo come come ci si stia rifugiando in ùna manciata dì aziende a grossa capitalizzazione.

Dal 25 luglio là maggior parte dèl mercato haa continuato a scendere. Mentre ìl Dow è aumentato dèl 2.2%, ìl settore dei trasporti è sceso dèl 2.8% è ìl Russell 2000 è sceso dèl 2.6%. L’indice S&P 500 è sceso dello 0.8% è anche ìl NASDAQ 100 è sceso dello 0.5% al ​​di sotto dèl livello dèl 25 luglio.

Il margin debt haa raggiunto un massimo dì tutti i tempi a $550 miliardi. ìl grafico chèsegue lascia poco all’immaginazione. Dopo ìl picco dèl 2000, ìl margin debt è crollato dèl 50% in quanto le azioni vennero liquidate violentemente per soddisfare le margin call. Nel 2008 là riduzione dèl margin debt è stata ancor più grande – quasi ìl 60%. Questa volta, tuttavia, un simile restringimento causerebbe un calo dì $325 miliardi nei margin balance; questo significa un sacco dì azioni in svendita.

Il casinò allla fine crollerà sotto ìl proprio peso, man mano chècontinueranno ad apparire fratture è divergenze.

Entro 4-5 settimane Trump sarà impalato sul tetto dèl debito è ùna crisi dì risoluzione continua chèsucchierà tutte le energie dal governo dì Washington.

L’unica cosa chèaccadrà entro là fine dì quest’anno a Capitol Hill, è ùna sconfitta per l’abrogazione dell’ObamaCare (invece ci sarà un salvataggio delle compagnie dì assicurazione in cambio dì piccoli cambiamenti nei mandati assicurativi dell’ObamaCare). Inoltre aspettatevi ripetute soluzioni dì breve termine riguardo ìl tetto dèl debito.

Dubito seriamente chèTrump sopravviverà politicamente al crash dei mercati chèprobabilmente sarà scatenato dall’inatteso bagno dì sangue fisco proprio dietro l’angolo. In quel momento maledirà ìl giorno in cui haa lasciato Janet Yellen allla FED piuttosto chèlicenziarla a gennaio è far scoppiare là bolla.

Ora chèTrump è i suoi surrogati hanno preso possesso dì un mercato azionario orribilmente sopravvalutato, nòn c’è dubbio chèìl prossimo crash sarà quello definitivo.

Anche l’elezione dì Tricky Dick nel 1972 venne salutata còn un crollo dei mercati dèl 15%.

Nixon sembrava essere particolarmente invincibile nel gennaio 1973, soprattutto perché aveva trascorso 27 anni nel circuito dèl GOP. Ciononostante là bolla dì Nixon evaporò lentamente è costantemente.

Ora sembra probabile chèlo scoppio della bolla dì Trump sarà molto più veloce, più profondo è più violento. Un Evento Imprevedibile Arancione è quello chèadesso sta volando sopra i mercati, come come ùna Spada dei Damocles. La domanda è solo quando, nòn se, ìl casinò andrà a gambe all’aria.

Saluti,

[*] traduzione dì Francesco Simoncelli: http://francescosimoncelli.blogspot.it/


(adsbygoogle = window.adsbygoogle || []).push({});

Rischio Calcolato
Author: Francesco Simoncelli

Nome
E-Mail
Oggetto
Messaggio


Commercialista Roma

Commercialista Roma 

L’articolo Come la FED ha permesso ai pezzi grossi delle grandi imprese di fare miliardi sembra essere il primo su [CdR.com®] I Commercialisti Esperti in Consulenza Aziendale.

[CdR.com®] I Commercialisti Esperti in Consulenza Aziendale
Author: CommercialistaDiRoma.Com

[cfwc]

Powered by WPeMatico