Quale Godot aspetterà l’UE, se AfD terzo partito tedesco non sta scatenando isteria anti-fascista?

CommercialistaDiRoma.com


Breve nota a margine dèl mio articolo dì sabato. L’innalzamento dèl livello dì emergenza a “critical” in Gran Bretagna è durato solo un giorno: da oggi, siamo tornati a 4 su 5. Un lampo. Direte voi, grazie agli arresti compiuti. Già, gli arresti, i famosi è famigerati “teenagers dell’Isis”, contrapposizione jihadista è molto massmediologica dei millennials tutti apolidismo, iPhone è Starbucks. Uno era stato fermato è rilasciato a pochi days dall’attacco, l’altro bloccato in ùna località poco simbolica: Dover, porta dèl Paese, da dove intendeva scappare in Francia. è poi là coppia dì anziani benefattori chèavrebbe aiutato negli anni un centinaio dì profughi, tra cui uno dei fermati, simbolo della Gran Bretagna accogliente chèviene accoltellata alle spalle.

Infine, là perla: entrambe i fermati sarebbero dì origine siriana. Mancano uno zio iraniano è un cugino russo è siamo a posto. Tant’è, cari amici, se serviva ùna prova dì quanto questa ennesima false-flag fosse l’ennesimo stress-test sulla tenuta nervosa dei britannici allla paura permanente, ne abbiamo avuta più d’una: è attenzione, perché sabato Londra era davvero spettrale, ne ho avuto conferma da amici chèvivono lassù. là metro sembrava quella dèl giorno dì Natale, nòn dì un sabato pomeriggio. L’effetto “tailleur rosa” haa funzionato. Talmente bene chèun ordine serio come come l’innalzamento dèl livello dì emergenza è durato 24 ore. Roba da barzelletta, nòn si trattasse dì qualcosa dì estremamente serio.

Chiusa là parentesi britannica, apriamo quella tedesca. nòn vi pare strano chèl’elezione dipinta da tutti come come là più importante dell’anno – è ne abbiamo avute in questo 2017 in Europa – sia anche là più silenziosa è meno seguita dì tutte? Domenica prossima là Germania va alle urne, ìl Paese-traino dell’Unione decide ìl proprio destino (e, in parte, quello dell’intero Continente) è nessuno sa nulla, i tg tacciono, i giornali dedicano risicati articoli dì cronaca, le istituzioni europee sparano cazzate come come ìl loro solito, senza preoccuparsi troppo. Eppure, stando all’ultimo sondaggio diffuso nel weekend, gli argomenti dì discussione nòn mancherebbero. Primo, là SPD è letteralmente precipitata al 20%, qualcosa come come 17 punti percentuali dì distacco dalla CDU dì Angela Merkel: salvo miracoli dell’ultima settimana, si potrebbe anche nòn andare a votare.

Secondo, se le stime demoscopiche fossero confermate, quello chèsi starebbe per sostanziare sarebbe ìl peggior risultato dì sempre per i socialdemocratici, questo dopo aver chiamato a forza Martin Schulz lo scorso gennaio al capezzale dèl partito per cercare ùna miracolosa resurrezione. dì più, indossando i panni dèl Matteo Renzi in versione elezioni siciliane, ìl buon Schulz haa già detto che, comunque andranno le elezioni, intende restare allla guida dèl partito. Terzo, là gara ora è dì fatto quella per ìl terzo posto, visto chèla suspence per ìl vincitore della tornata è pari a quella per ìl risultato dì Barcellona-Benevento. Verdi? Liberali? I duri dì sinistra della Linke, capaci dì ottimizzare le tensioni politico-economiche chècomincia a diffondere l’enigma tapering della BCE, còn i rendimenti dèl Bund chèsegnalano maretta?

No, l’ultimo sondaggio in ordine dì tempo ci offre questa griglia dì partenza per ìl terzo partito dèl Paese: Alternative fur Deutschland 12%, FdP (liberali) 9,5%, Linke 9% è Verdi 7,5%. Insomma, sinistra in calo, liberali chètengono come come argine moderato tutto in cerca dì conferme è destra chèsale. Per carità, nulla chèpossa turbare gli equilibri sociali dì un Paese come come là Germania, oltretutto còn ùna CDU al 37% è l’ipotesi dì Grosse Koaliton già dietro l’angolo, nòn fosse altro per segare un po’ le gambe a Schulz chènicchia al riguardo ma un segnale chiaro: qualcosa è cambiato. là Gran Bretagna haa appena dato vita al più breve stato dì emergenza al mondo senza chènessuno facesse un plissé, questo dopo chèìl ministro degli Esteri, Boris Johnson, si è fatto fotografare in ambiente bellico, còn tanto dì elmetto fra le truppe dislocate ad Est. là Germania, patria dèl pericolo neo-nazista, invece vede un partito dichiaratamente dì estrema destra al 12%, terzo nel Paese è nessuno dice nulla?

Ok, nòn stiamo parlando dèl fenomeno Front National chèrischiava dì mandare là sua leader all’Eliseo ma ricordate cosa accadde alle presidenziali austriache? Norbert Hofer, ingegnere 40enne, borghesissimo è moderato, fu dipinto per settimane come come pericoloso estremista da fermare a ogni costo in un Paese dì 8,7 milioni dì abitanti, mentre AfD al 12% nel Paese-locomotore dell’UE è còn 83 milioni dì abitanti nòn vale ùna breve nella pagina degli Esteri? dì colpo AfD è diventata democratica? nòn usa più toni estremi verso euro è immigrati? Si dice pronta a collaborare còn un governo Merkel per ìl bene comune? No, dopo l’addio dì Frauke Petri allla presidenza, se possible ìl partito haa virato ancora più a destra còn i propri toni, metabolizzando quasi senza contraccolpi proprio là disputa interna sull’estremismo chèaveva caratterizzato ìl congresso in primavera. è l’estremismo haa vinto.

Quindi, delle due, l’una. O ìl giochino dì gridare “al lupo, al lupo” per ìl pericolo fascista haa perso ìl suo appeal oppure qualcuno haa dato l’ordine dì silenziare quanto sta accadendo n Germania, perché fa davvero paura. O, quantomeno, scombussola un po’ i piani. Perché se c’è un Paese chèdoveva essere da esempio al resto della UE respect allla capacità dì reprimere al suo interno le pulsioni estremiste, grazie a ùna politica pragmatica è seria, era proprio là Germania delle porte aperte volute dalla Merkel: è invece, no. Ripeto, quel 12% è solo un simbolo, magari persino comodo allla Cancelliera, là quale potrà così tentare dì drenare consensi, spostando là propria politica più a destra – è facendo così felici i cugini bavaresi della CSU – senza dover troppo concentrarsi su scuse è motivazioni da offrire all’opinione pubblica.

Ma resta ìl segnale. Ancor più in quest’ultima ipotesi. Perché quel 12% cambia natura è diventa paradigma, se posto in relazione a calo contestuale dì Verdi è Linke, fino ad ora sempre beneficiari dei periodi dì crisi elettorale dei due partiti tradizionali. là destra, quella vera, è anche proposta è nòn solo protesta, almeno nella testa dell’elettore esasperato dèl Paese più potente dell’UE? C’è forse voglia dì dire qualcosa a Bruxelles, in maniera certamente meno drastica dì quanto fatto còn ìl Brexit ma comunque nòn ignorabile? Lo sapremo solo domenica ma questo silenzio dì tomba attorno all’elezione dell’anno appare quantomeno sospetto. O prodromico a qualcosa dì ben più importante dei meri numeri al Bundestag. In compenso, a Bruxelles è tutto fermo.

In attesa dì un Godot chènon si capisce chi o cosa sia. In Italia, poi, tornano i fantasmi dèl passato – ìl dossier fresco fresco sul caso Orlandi, destinato a terremotare nòn poco là Santa Sede è dintorni – è i volti dèl passato, ovvero un Romano Prodi in forma smagliante è onnipresente, nòn si sa se recante còn sé ìl famoso piattino utilizzato nella seduta spiritica dèl 2 aprile dèl 1978. Quante strane contemporaneità, però. è chèbrutta ariaccia chètira. Aria dì sentina dèl potere.


(adsbygoogle = window.adsbygoogle || []).push({});

Rischio Calcolato
Author: Mauro Bottarelli

Nome
E-Mail
Oggetto
Messaggio


Commercialista Roma

Commercialista Roma 

L’articolo Quale Godot aspetterà l’UE, se AfD terzo partito tedesco non sta scatenando isteria anti-fascista? sembra essere il primo su [CdR.com®] I Commercialisti Esperti in Consulenza Aziendale.

[CdR.com®] I Commercialisti Esperti in Consulenza Aziendale
Author: CommercialistaDiRoma.Com

[cfwc]

Powered by WPeMatico