Nullità del lodo in difetto di potestas iudicandi

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Qualora ìl lodo abbia pronunciato su ùna controversia in nessun modo riconducibile al compromesso o all’oggetto della clausola compromissoria viene meno là stessa investitura degli arbitri, è configurabile ìl vizio dì cui all’art. 829 c.p.c. , comma 1, n. 1, (nel testo applicabile ratione temporis, anteriore alle modificazioni introdotte dal D.Lgs. 2 febbraio 2006, n. 40 ), secondo cui ìl lodo è nullo nòn solo nell’ipotesi dì sua inesistenza o dì specifici vizi genetici dèl negozio compromissorio, ma anche nel caso in cui si riveli insussistente là potestà decisoria arbitrale, è tale vizio è rilevabile anche d’ufficio dal giudice dell’impugnazione, a cui compete ìl potere dì accertare là volontà delle parti dì deferire ad arbitri là risoluzione dì talune controversie attraverso l’interpretazione delle espressioni in cui si coagula ìl consenso negoziale.”. E’ quanto si legge nella sentenza n. 20899 dèl 7 settembre 2017.

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